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Dipinti esposti nella personale di “Pangea”

2004

Galleria Bianca Maria Rizzi 27 Maggio-16 Giugno
Via Molino delle Armi 3
20123 Milano, Italia

Tecnica mista: Olio ed Acrilico su tela

Intervista Franco il Daddo in www.daddo.it 27 Maggio 2004


Franco il Daddo: "Come nasce l'idea della mostra e perché il "nome Pangea"?"

Marina Iorio: "Come tanti europei da sempre sono stata affascinata dalla natura selvaggia e dai colori dell' Africa, così come la consapevolezza di un continente straziato da guerre civili e falcidiato da carestie non ha mai lasciato la mia coscienza tranquilla, come risulta in “Untitled 26” dove partendo dall’ immagine stilizzata di una donna in cinta, alle sue spalle, quella che a prima vista sembra per effetto della prospettiva l' ombra, risulta essere invece una donna il cui ventre è gonfio per la fame. Così basta una linea che si sposta perchè dall' aspettativa di vita si passi alla aspettativa di morte.
Tuttavia è solo dopo l' "incontro", circa un anno fa, con il libro "Neyla " scritto dall'africano, oggi cittadino italiano ed affermato chirurgo Kossi Komla-Ebri, che sentii di voler comunicare attraverso le mie tele emozioni ed immagini provate durante i miei viaggi in Africa, unite al desiderio di capire la nuova realtà di integrazione degli Italo-africani. D' altra parte attraverso alcuni loro testi sono rimasta colpita nel vedere come questi autori guardino in maniera critica al nostro modo di vivere frenetico, modo che lascia pochissimo spazio e tempo da dedicare allo scambio dei rapporti umani. Percezione della realtà che io condivido in pieno, infatti una domanda spesso mi tormenta: perché i bambini, almeno nella mia esperienza diretta, appartenenti alla nostra società opulenta, non esprimono quei sorrisi aperti, curiosi che ho osservato, là dove la fame non è presente come processo devastante, in tanti bambini poveri Africani?
Ecco quindi il titolo "Pangea", un auspicio di continente unico anche se non in senso geografico ma metaforico."


Rassegna Stampa

 

© Marina Iorio 2005